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X-MEH: Apocachi?!? – La (NON) Recensione di un amaro ritorno a Le Origini

Che le mie aspettative per questo film fossero elevate è ormai ben noto a tutti, soprattutto per chi ha imparato a seguirmi sulla pagina Facebook o su Telegram, e l’hype era alto per un buon motivo: Bryan Singer sui Mutanti non ha sbagliato un colpo! Buttando un occhio al passato abbiamo il primo film corale supereroistico, il sequel che ancora oggi viene ricordato, e ricordo, come uno dei migliori film del genere e più recentemente abbiamo Days of a Future Past, la ciliegina sulla torta che ha introdotto al cinema il concetto di Continuità Retroattiva (che per i profani significa agire direttamente per cambiare ciò che è già stato narrato).

Ed eccole là le mie aspettative, le vedo in cima all’Empire State Building della mia fiducia guardare verso l’infinito, allargare le braccia e lanciarsi prepotentemente nel vuoto in due interminabili ore di caduta libera fino a che, in un momento, all’ultimo momento è chiaro ed inconfondibile il rumore dell’impatto con il duro terreno di mediocrità e delusione.
Se dovessi descrivere il film in sole quattro righe, questo sarebbe il riassunto chiarificatore della mia esperienza. Fortunatamente però avere un blog significa ben più che scrivere quattro righe in croce ed ecco perché vi esporrò, nel modo più chiaro possibile, quel che reputo il fallimento di un brand che puntava molto più in alto.

Molto spesso si usa dire che un film “lento” sia un film noioso e, sebbene normalmente non sarei d’accordo con questa generalizzazione, X-Men: Apocalisse è il chiaro esempio di come quanto questa osservazione possa essere reale. Il film soffre tremendamente di una totale assenza di climax, le narrazione è prolissa e piena zeppa di inutili specificazioni che ormai, dopo sedici anni di pellicole dedicate ai mutanti, si sono rese superflue se non addirittura limitanti. Persino la direzione nel mettere in scena un gran numero di eventi ottiene un risultato mal gestito spesso sconnesso o connesso da una forzata casualità usata come risoluzione o, tragicamente, come espediente.

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Non è Apocalisse, ma so che la differenza è impercettibile

La sensazione è quella di trovarsi di fronte all’ennesimo blockbuster movie che ha perso tutto ciò che ha da offrire e da raccontare, nel corso degli scorsi eventi la critica socio-culturale presente all’interno delle pellicole ci ha abituati ad affrontare il problema del Mutante come sinonimo del Diverso e della Discriminazione come un grave problema di carattere pubblico. A distanza ormai di anni è chiaro che il ferro si è raffreddato e non può più essere battuto ma così facendo di questi personaggi cosa rimane?

Il dramma che affliggeva la Comunità ormai è stato talmente tanto sviscerato da non poter più essere riproposto in modo ottimale e la Fox ha voluto tentare nuove vie di esplorazione avvicinandosi, forse un po’ troppo, a quello che è l’iter ideale di un ormai classico Marvel Movie, differenziandosi nelle atmosfere più seriose e cupe. Quel che ne risulta però è inefficace, sebbene venga ancora citata la critica principale degli scorsi film questa volta abbiamo un pessimo trattamento nei confronti del villain principale unito ad una mancata caratterizzazione dei personaggi chiave.

Precedentemente, quasi tutte le pellicole, vertevano sul complicato rapporto di amicizia ed inimicizia tra Xavier e Magneto. Quest’ultimo, con la verve di Fassbender e di McKellen, ha sempre rappresentato il vertice del concetto precedentemente citato e ancora ora si cerca di porlo al centro dell’attenzione in un contesto che però è assolutamente fuori luogo ed a renderlo l’ombra di ciò che era altro non è che una pessima scrittura del personaggio ed una scelta inadeguata del quantitativo di riprese a lui dedicate. Non è possibile dunque voler mettere in luce un Magneto che si pone da inizio pellicola come un Villain secondario mentre Apocalisse viene scialbamente rilegato in secondo piano invertendo i ruoli dei due.

Proprio in Apocalisse si erge il più emblematico problema del film, è stato introdotto molto bene tramite un primo flashback ma successivamente, al suo risveglio, ci è stato presentato un nemico privo di qualsivoglia carattere. A partire dalla ricerca dei quattro cavalieri sino allo scontro con gli eroi, l’interpretazione di Oscar Isaac risulta sotto tono e non riesce mai ad infondere nello spettatore l’idea che i protagonisti si trovino di fronte ad una grande minaccia. Il risultato è una completa apatia nei suoi confronti e di tutto ciò che lo riguarda ottenendo un fine nulla più che una macchietta.

Il discorso fatto su Apocalisse, rimarcabile in quanto villain della pellicola dunque pilone portante degli eventi, si riflette però anche su quasi la totalità dei personaggi. A partire dai Quattro Cavalieri che presentano ben poche sfumature, unitisi al catastrofico malvagio senza grandi motivazioni, sino agli eroi come Scott Summers, Jean Grey, Raven, Nightcrawler e addirittura Pietro si spartiscono la pellicola in tempi eccessivamente iniqui inadatti ad ottenere una loro completa raffigurazione. Un rospo troppo grande da mandar giù dopo aver visto l’eccelsa definizione di alcuni loro nel precedente capitolo.

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Tra i tanti errori però qualcosa di buono lo possiamo trovare, in primo luogo spicca la figura di Pietro che, nonostante la caratterizzazione non sia migliore rispetto al film precedente, offre delle situazioni di buona, ma non eccelsa, spettacolarità. Mi pare dunque logico soffermarci sul personaggio in quanto è il solo della grande crew che riesce a trasmettere delle vere emozioni l’unica sua pecca sarebbe attribuibile alla produzione che avendo compreso il successo ottenuto dal personaggio in Days of a Future Past ha voluto strafare con la spettacolarità delle sue azioni. Purtroppo a livello di Effetti Visivi non abbiamo un livello costante e ciò si riflette proprio sul velocista.

Con i VFX non sempre al top ed una colonna sonora pressoché anonima è davvero difficile poter dare un tono ad un lungometraggio che soffre di capitomboli registici e di una sceneggiatura parecchio flebile. Con questo non si può certamente dire che il film sia un brutto film ma che, visti i precedenti, fallisce nel tentativo di svecchiare e di rinnovare il proprio nome apparendo infine come una qualsiasi pellicola commerciale da dimenticare una volta usciti dal cinema.

 

X-MEH: Apocachi?!? – La (NON) Recensione di un amaro ritorno a Le Origini

5.5

Regia

6/10

    Sceneggiatura

    5/10

      Trama

      5/10

        Effetti Speciali

        6/10

          Sonoro

          6/10

            Pros

            Cons