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Una Favola di nome Frank Miller che fa incazzare il mondo

Ultimamente uno dei dibattiti che coinvolge maggiormente la community di lettori sul web sembrerebbe aver preso di mira il Maestro Frank Miller criticando il suo stile artistico per ciò che concerne l’ultimo capitolo dedicato al suo Dark Knight. Il web si è diviso in due tra chi ostenta un Miller decaduto e che nulla ha più di che spartire con l’uomo che era un tempo e tra chi invece lo esalta nella realizzazione della sua opera ultima e, dal mio canto, considerandomi un grande appassionato delle opere Milleriane non vedo come possa esimermi dal poter dare la mia visione sull’accaduto.

batman-dark-knightCi troviamo nel 1986 quando per la prima volta venne pubblicato The Dark Knight Returns, altresì noto come Il Ritorno del Cavaliere Oscuro. Un fumetto così importante e di impatto socio-culturale che non solo verrà ricordato negli annali della storia dei comics ma che addirittura segna un’epoca di cambiamento, con TDKR (e Watchmen di Alan Moore) inizia quella che viene definita la Dark Age fumettistica. Le influenze stilistiche delle due opere contribuiscono a creare un archetipo dell’eroe che si ripercuoterà negli anni a venire, sia in tempi bui che in tempi più solari, rappresentando maggiormente quelli che sono i turbamenti, le paure e le perdite dei personaggi.
Ma perchè parlare di questi elementi che, apparentemente, riguardano la sceneggiatura? Cosa c’entra questo con i disegni tanto criticati oggi?

“Words and pictures are yin and yang. Married, they produce a progeny more interesting than either parent.” – Dr. Seuss

La risposta alla domanda sta tutta in questa citazione del Dr. Seuss, quando si parla di fumetto devono coesistere diversi fattori ed il disegno deve rappresentare ciò che la sceneggiatura stessa vuole raccontare. Negli anni 80 tutto ciò veniva riprodotto da linee grezze, forme graffianti, chine spesse, personaggi volutamente sproporzionati, colori pieni e talvolta piatti; tutti elementi ben presenti e riconoscibili nelle opere precedentemente citate.

Recentemente due artisti che hanno contribuito a scrivere la storia del fumetto americano hanno dimostrato solidarietà nei confronti di Miller spiegando i propri punti di vista sull’ultima saga del Cavaliere Oscuro.

James Harvey, che ha lavorato su Batgirl, We Are Robin e Welcome Back, ha dato man forte all’ultimo lavoro di Frank Miller tramite Tumblr mostrando la sua opinione circa una scelta sbagliata nei colori e non nella matite.

Prima di tutto, una premessa – questa non é una critica alla DC né al colorista che lavora su Miller, con il quale ho parlato e so essere stato scelto da Frank Miller in persona.

L’artista che ha colorato i lavori che vi mostro é una persona straordinariamente tecnica in grado di fare cose che neanche io saprei fare! Questo non é neanche un elogio alle mie abilitá. É semplicemente una questione personale e di punti di vista sulla preferenza di una colorazione su di un’altra.
Lo scorso gennaio provai a diventare il colorista di Frank Miller…non perché colorare fumetti sia la mia piú grande aspirazione, né perché mi ritengo il piú grande fan di Frank Miller, ma semplicemente perché continuavo a vedere qualcosa di grandioso nei suoi disegni, ultimamente terribilmente criticati. É un buon artista ma negli ultimi tempi le persone guardano ai suoi disegni come agli scarabocchi di un lunatico.

Mi sentivo in bisogno di dire la mia.

Tra gli originali e le mie ricolorazioni, potete vedere le discrepanze tra il potenziale che io ho visto in questi disegni e quello che effettivamente é stato pubblicato. Parlai con qualche editor DC e generalmente sembra che tutti apprezzassero quello che (Frank) stava producendo. Quindi, com’é possibile che ogni blog che leggessi bollava le sue ultime produzioni come le peggiori mai fatte?  Penso di avere la risposta: il trattamento a colori che gli riserva la DC, nonostante sia ben fatto, non esalta il tipo di lavoro che sta compiendo.
Il mio amico Julian Dassai ha detto “I suoi lavori sono dinamici e, in alcuni casi, tendenti all’astratto. Cercare di colorarli con una luce realistica ed altro rendering é completamente inutile, mentre uno stile “piatto” e puramente grafico, ma anche lasciarli solo in bianco e nero, fa sí che l’energia che vuole imprimere sia ben visibile nella pagina”.

Frank é un artista che evolve costantemente e i suoi recenti lavori sembrano un mix tra Jim Mahfood, Sergio Aragonéz e Ralph Steadman. Non ha senso colorarlo come se fosse un’artista da Image anni ’90, con gradienti, ombre e rifiniture lucide e metalliche.

Tutte le immagini che ho postato finora hanno due cose in comune: tutte sono state derise alla prima apparizione online e tutte hanno poi avuto reazioni come “Whoa! Lo adoro” una volta ricolorate da me e sparse tra le mie amicizie.
Quello che é successo qui é che il vecchio Frank é diventato la barzelletta di tutti quando in realtá non c’é niente di sbagliato nei suoi lavori.”

-James Harvey-

Rob Liefeld, conosciuto pressapoco come il So Bad It’s So Good dei comics, durante un’intervista a ScreenRant ha difeso gli ultimi lavori del vecchio Frank dichiarando:

“Se volete dei dipinti di Alex Ross sta facendo propria ora qualcosa dei Beatles a Las Vegas, è proprio là! Andate e trovatelo che sta facendo anche diverse cover di Spider-Man ma, di nuovo, Walt Simonson? Super Elegante. Frank Miller? Super Elegante. John Byrne, sapete… la prima volta che ho pensato che il fumetto americano ha incontrato i manga/anime, almeno i manga che leggevo e gli anime che guardavo, fu grazie ai grandi grandi grandi occhi che John Byrne metteva sulle persone (specialmente sulle donne!). Tutti quelli che ho amato erano molto stilizzati ed io non sono mai stato uno che seguisse le foto. Jack Kirby… tutta la sua intera carriera è stata piena di energia senza briglie né catene nelle sue pagine, e nessuna di esse era realista. E anche la roba che disegno io. Credo che ora l’industria stia abbracciando un lavoro molto stilizzato. Opere come ODY-C in Image? Oh mio Dio, Christian Ward? WHOA! Quello che Brandom Graham sta facendo per me su Prophet? Molto stilizzato e per me il miglior artista di tutti i tempi, che ha fatto un lavoro molto limitato e qualche cover, è Art Adams. Amo le gambe e le caviglie scheletriche, la vita stretta e le cosce lunghe. E c’è ancora un artista più stilizzato che è Mignola ora? Continua ad essere minimalista.
C’è qualcosa di molto divertente a riguardo sai? Vedo molto di quello che ho fatto, stiamo oscillando indietro, completamente indietro. Guarda cosa stanno facendo queste persone su Spider-Gwen, Gwenpool o anche gli artisti su Deadpool, qualcuno sembra influenzato dall’underground, bello vero? Penso che questa forma d’arte sia nei posti migliori in cui sia mai stata”

-Rob Liefeld-

Tutto questo discorso porta ad una domanda che quantomeno ha dell’interessante: chi ha ragione? l’opposizione a questo vecchio/nuovo stile di Miller o la sua esaltazione?

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Personalmente trovo eccessivo arrivare ad odiare Miller per l’artista che è diventato, non comprendere oggi quello che sta facendo significa essersi persi la sua intera evoluzione stilistica, saltando a piè pari da The Dark Knight Returns a Dark Knight: Master Race, ignorando tutto ciò che in questi trent’anni ha pubblicato. Il Maestro ha volutamente messo da parte i canoni tondeggianti che ha man mano riproposto in opere come Sin City e 300 per tornare ad uno stile sempre più crudo e tagliente. Ha fatto tesoro dell’esperienza lavorativa con Geof Darrow e Bill Sienkiewics, ha distrutto le leggi che egli stessi ha creato per raccoglierne i cocci e dare vita ad un nuovo stile. Il risultato è un Dark Knight: Master Race che unisce il forte impatto visivo di Hard Boiled al lavoro lineare di Elektra: Assassin rimodellando la struttura stessa di dinamismo con lo scopo di sperimentare una nuovissima, ed elegante, brutalità.

E a chi lo accusa di non essere più il fantastico scrittore di un tempo vorrei rispondere citando Miller stesso che, durante un’intervista di appena cinque mesi fa, disse:

Gli stili possono cambiare, le meccaniche possono cambiare ma lo scopo rimane lo stesso 

-Frank Miller a DC All Access-

Vai Frank! FALLI INCAZZARE TUTTI!