Category Archives: Tales of Sam

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Una Favola di nome Frank Miller che fa incazzare il mondo

Ultimamente uno dei dibattiti che coinvolge maggiormente la community di lettori sul web sembrerebbe aver preso di mira il Maestro Frank Miller criticando il suo stile artistico per ciò che concerne l’ultimo capitolo dedicato al suo Dark Knight. Il web si è diviso in due tra chi ostenta un Miller decaduto e che nulla ha più di che spartire con l’uomo che era un tempo e tra chi invece lo esalta nella realizzazione della sua opera ultima e, dal mio canto, considerandomi un grande appassionato delle opere Milleriane non vedo come possa esimermi dal poter dare la mia visione sull’accaduto.

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Marvel e DC distruggono i Supereroi

Premessa

Prima di iniziare a parlare dell’argomento in questione voglio avvertirvi: in questo articolo NON risiede la verità assoluta. Tutto ciò che leggerete qui di seguito saranno esclusivamente le opinioni dell’autore che, dopo averci ben pensato, ve lo assicuro, ha deciso di proporre un argomento di discussione con il quale spera di smuovere un po’ gli animi dei lettori più o meno avvezzi al mondo Supereroistico.

Nascita e decadenza del mito

A qualcuno potrebbe suonare strano ma i supereroi esistono da più di settantanni ed in tutto questo tempo hanno avuto modo di evolversi ed affinarsi. Non starò qui certamente a sciorinare le peculiarità di questa crescita artistica che si ha avuto nel corso degli anni, ne tanto meno starò qui a rivangare troppo il passato del medium. Eppure per comprendere il discorso che segue è bene ricordare che un tempo non esisteva l’idea di story telling a cui oggi siamo tanto affezionati. Era il Giugno del 1938 quando venne pubblicato il progenitore di tutti gli eroi, Superman, e in quegli anni l’idea di Trama era ancora ben lontana da ciò che intendiamo oggi, vi era la voglia di raccontare qualcosa in quelle poche pagine presenti sulla rivista, raccontare qualcosa che si sarebbe conclusa e che non sarebbe mai più stata ripresa in mano.

In seguito le case editrici hanno cominciato a pensare che le storie avrebbero potuto dilungarsi in più numeri e gli autori si son sentiti a loro volta più liberi di sperimentare, iniziò così quella che fu la prima rivoluzione dei supereroi quando un team di autori cominciò a creare grandi storie in cui ogni numero del fumetto rappresentava un singolo capitolo del grande Arco Narrativo, termine coniato ben 50 anni dopo la nascita del primo supereroe. Cominciammo così a vedere Peter Parker rimanere invischiato in trappole ben più complesse e macchinose di Goblin, Lanterna Verde viaggiare nel cosmo di pianeta in pianeta fino al ritorno di Capitan America in piena Silver Age.

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Nasce L’Arc Narrativo e nasce la Run (l’insieme di Arc Narrativi scritti dallo stesso autore), con il piccolo e significativo gesto di dare ad un singolo autore l’intera gestione del personaggio si porta il media al livello successivo, lo sceneggiatore si occupa dell’evoluzione psicologica e iconica dell’eroe per diversi anni, e non più per pochi mesi, sino a realizzare una grande epopea. Così, a partire dagli anni 70 con l’avvento della Bronze Age, abbiamo potuto leggere le grandi saghe degli X-Men di Stan Lee e Jack Kirby, di Green Lantern/Green Arrow di Denny O’Neil, sino all’introduzione di nuovi autori con nuovi personaggi minori come Luke Cage, Blade, Mantis, Iron Fist, Vixen, Cyborg ecc. ecc.

Tutto ciò che ho scritto finora è solo un piccolo e brevissimo riassunto della grande storia degli universi Marvel e DC, ma qualcosa è cominciato a cambiare qualche anno fa. Era il 2011 quando la DC Comics diede un tempo limite a, quasi, tutti i suoi autori per concludere le proprie saghe le quali si sarebbero converse in Flashpoint. L’anno successivo Brian Michael Bendis, uno degli ultimi baluardi delle Run in casa Marvel, dopo 8 anni di lavoro sui Nuovi Vendicatori chiude il suo ciclo per fare spazio all’arrivo del Marvel Now. Infine, nel 2013, crolla l’ultima icona delle long running Geoff Johns chiudendo la sua saga dedicata a Lanterna Verde iniziata nel lontano 2005.

MM-Cv1-ds-a5a42Rilanci, miniserie e cambi di team sembrano essere il nuovo modo con cui i due colossi americani vogliono imporsi sul mercato e poche rimangono le run che sostengono il tutto. Ci troviamo di fronte ad un periodo in cui ottimi lavori come Hawkeye, Moon Knight ed Elektra in Marvel o Dottor Fate, Martian Manhunter e Prez per la DC, si comportano come pilastri editoriali su cui appoggiare l’idea per cui breve nuovo sia meglio di approfondito complesso.
Non è, però, un caso che tali prodotti siano di ottima fattura semplicemente per la peculiarità di trattare personaggi secondari solitamente non particolarmente conosciuti con un background quasi inesistente e ciò permette a qualsiasi autore di poter plasmare una storia ex novo senza tenere conto degli eventi precedenti alla propria gestione. Questa libertà non possono poi permettersela coloro che prendono le redini di una testata rappresentante un personaggio primario tanto che, con il continuo e repentino cambio di autori, è facile scovare errori e imprecisioni nelle sequenze narrative per poi spesso riaggiustarli con una toppa nei numeri antecedenti usando veloci balloon o scarne vignette dove il narratore non ha il tempo di fornire una spiegazione esaustiva dovendo stare nel limite dei 6/12 numeri.

Di per se è un male? No, comprendo benissimo che in una società consumistica come quella attuale sia parecchio più appetibile, per il lettore meno navigato, trovarsi a poter scegliere tra i vari “numeri 1” che vengono periodicamente proposti. Trovo normale che le case editrici cerchino di espandersi e di raggiungere un numero di lettori sempre più ampio ma, sfortunatamente, questo porta ad un impoverimento narrativo per ciò che dovrebbe mantenere sotto la propria ala gli utenti ormai affezionati.

Che questa sia una moda passeggera o un nuovo metodo per fare comics americani non so dirvelo con certezza, continuerò a comprare le miniserie che più mi aggradano, continuerò a leggere quelle poche long run che hanno un vero valore qualitativo e attenderò il momento in cui i grandi autori potranno sentirsi nuovamente liberi di decostruire, riplasmare e modellare un personaggio a loro piacimento senza che una deadline limiti la propria creatività.

Ma in fondo le mie sono solo le parole di un lettore.