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Captain America – Civil War: La (non) Recensione di un Ottimo ma Deludente Film

Diretto da Joe ed Anthony Russo e sceneggiato da Christopher Markus e Stephen McFeely, Captain America: Civil War è il terzo capitolo cinematografico dedicato al personaggio di Steve Rogers e alle sue avventure. Il team è lo stesso che due anni fa fece fare al personaggio il grande salto di qualità attraverso The Winter Soldier e se è vero che “squadra che vince non si cambia” allora le aspettative per questo film, agli occhi di molti, sono schizzate alle stelle.
Sul web fioccano recensioni positive, elogi alla pellicola ed una grande sequela di fan-fiction, teorie ed azzardi sul futuro che ne possa scaturire. Ma come ben sapete a me piace andare con ordine e parlarvi di quello che secondo me è il risultato finale sviscerando l’argomento ed analizzandone punti di forza e debolezze.

capDopo otto anni di Marvel Cinematic Universe, dopo tre film di Iron Man, due degli Avengers e due di Captain America, finalmente abbiamo quello che potrebbe essere definito il primo vero film non adatto ai “Verginelli”. Sebbene ogni pellicola precedentemente proposta possa essere vista, e soprattutto compresa, senza aver bisogno di un’infarinatura generale di background, oggi, con questo film, i Marvel Studios voltano pagina e si riferiscono quasi esclusivamente a quel pubblico che in tutti questi anni si è affezionato al brand. La disputa che regge buona parte della trama è radicata a fondo nell’evoluzione che i personaggi presentati, Tony Stark e Steve Rogers, hanno avuto nei propri stand-alone e nei progetti corali.
I Vendicatori si trovano alle prese con quelle che sono le conseguenze dovute ai loro interventi in Avengers, Avengers: Age of Ultron Captain America: The Winter Soldier ed è con uno sguardo attento ai drammi personali che i fratelli Russo trovano i punti di appiglio necessari per poter imprimere cinematograficamente le opinioni dei due Leader. Il supergruppo, accusato di aver agito in modo sconsiderato mettendo in pericolo la vita di innumerevoli civili, è posto di fronte all’ardua scelta di firmare o meno gli Accordi di Sokovia, un testo di legge che porrebbe l’operato degli Avengers in mano alle Nazioni Unite.

Da una parte abbiamo Tony Stark che trova le sue motivazioni nella perdita e nel rimorso, la rottura dei propri rapporti personali ed il senso di colpa scaturito dalla distruzione di Sokovia lo portano a credere che il proprio gruppo debba essere controllato da un ente superiore che possa decidere per il meglio. Dall’altra parte abbiamo Steve Rogers che reduce dallo scontro con l’Hydra non crede più nella genuinità dei governi e che di fronte a soprusi ed ingiustizie non può mettersi da parte. Cap si è già messo in gioco contro il volere del proprio governo per riuscire a salvare Bucky ed è disposto a rifarlo. Tutto questo come lo sappiamo? Difficilmente il film ci propone chiaramente questi moventi, siamo noi spettatori a doverlo intuire in base alla nostra conoscenza e successivamente, in base alla nostra coscienza, scegliere da che parte stare.

starkEppure è qui che, nel suo stesso punto di forza, il film trova la sua più grande lacuna: i due battibeccano per quasi la totalità del primo atto ma non espongono mai comprensibilmente il loro punto di vista al pubblico. Questo continuo scambio di frecciatine non sfocia mai in un alterco vero e proprio che avrebbe potuto aumentare esponenzialmente la tensione sino a causare una rottura tra i due. E sebbene non vi sia alcuna lite verbale tra i protagonisti l’aspetto peggiore arriva quando si va a ricercare i motivi per cui i vari vendicatori scelgano l’una o l’altra fazione. Wanda sembra non ricordarsi minimamente della sventurata perdita di Pietro, Spidey e Ant-Man non hanno una vera motivazione per scegliere da che parte stare, Clint appare dal nulla senza alcun nesso e così via. Gli unici sidekick che sono perfettamente contestualizzati all’interno del conflitto sono Visione, Pantera Nera, Bucky e WarMachine i quali si mettono in prima linea pur di sostenere ognuno la propira.
Probabilmente tale debolezza deriva principalmente dal fatto che gli stessi Accordi di Sokovia non vengano spiegati al pubblico ma la loro fugace comparsa è basata unicamente sulle parole del Generale Thaddeus E. “Thunderbolt” Ross. In che modo questi accordi limiterebbero l’agire dei vendicatori? ed in che modo questi ultimi verranno tutelati? domande che sfortunatamente non trovano risposta e rendono futile, fastidiosamente inutile, tutta la campagna pubblicitaria volta a scegliere uno o l’altro Team.

Sebbene questo sia un grande neo presente nella trama abbiamo una marea di fattori positivi che facilmente vengono a distrarci e ad intrattenerci come tanti altri Cinecomics non son mai riusciti a fare. Inutile dire che le scene d’azione sono ben strutturate, come abbiamo già potuto saggiare in The Winter Soldier, i fratelli Russo sanno perfettamente come far muovere Chris Evans sul set trasmettendo l’idea perfetta del supersoldato, l’interpretazione scenica è tutto e anche nei momenti più adrenalici il personaggio non perde di fisicità e portamento che lo contraddistinguono come un vero e proprio militare. Ma se Cap, come Bucky, è un personaggio che presta il meglio di sé nel portamento nella pellicola è stato possibile godere dell’ottima direzione di chi invece mostra aspetti più caratteriali. La scelta di un’armatura che occasionalmente lasci il viso di Tony scoperto permette di giocare con l’espressività di Robert Downey Junior il quale riesce a trasmettere il tormento e l’abiura di sé esibendo il catartico viaggio che il personaggio tenta di compiere verso la propria redenzione.

Ma a dimostrare maggiormente le capacità direttive, sceniche e soprattutto tecniche è il tanto atteso scontro. Le due fazioni mostrano le piene capacità dei personaggi della pellicola in una scazzottata da record in cui la maggior sfida era quella di attribuire ad ogni eroe i tempi necessari senza mai sforare ed è proprio in questa sequela di azioni adrenaliniche e coinvolgenti che i più sottostimati dei super-dotati danno il meglio. Ant-Man e Black Panther reggono il gioco più di chiunque altro, secondi solo a Spider-Man che, esuberante di fanservice, non manca di far divertire lo spettatore in ogni sua apparizione. Ho detto FanService? Si! Perchè è palese che tutte le battute e tutte le azioni che lo riguardano siano studiate ed ideate con lo scopo di piacere ai fan ma questo lavoro è talmente ben dosato nella sua magistralità che non risulta mai pesante od eccessivo. Spider-Man-3-1200x632

Infine, dopo otto lunghi anni, Civil War presenta il più profondo e intrigante Villain che le pellicole Marvel abbiano mai avuto modo di offrirci al grande cinema. Un villain con le ambizioni più semplici ma allo stesso tempo con una personalità paradossalmente complessa, colui che al meglio incarna la divisione tra gli eroi, un singolo uomo che con astuzia e caparbietà trova la forza per combattere contro esseri più potenti di lui… e su ciò non andrò oltre per evitarvi spoiler.

Concludendo Captain America: Civil War è un ottimo film che ha avuto il difetto di tradire delle aspettative, aspettative alimentate da un marketing che ha fatto leva sugli aspetti meno approfonditi dell’intera pellicola…. un marketing sbagliato? Forse… o forse no, perchè in fondo qualsiasi fossero gli intenti al cinema son riusciti a portarmici comunque.

Captain America: Civil War

Captain America: Civil War
8

Regia

9/10

    Sceneggiatura

    7/10

      Trama

      8/10

        Effetti Speciali

        9/10

          Sonoro

          9/10

            Pros

            • Comparto Tecnico Eccellente
            • Punto di svolta nel MCU
            • Pantera Nera e Ant-Man
            • Finalmente un buon Villain

            Cons

            • Divergenze tra i personaggi poco chiare
            • Mancato sviluppo di alcune tematiche chiave
            • Accordi di Sokovia poco sviluppati